Costo smaltimento calcinacci

Perché rivolgersi a un’azienda di costo smaltimento calcinacciper scoprire il Costo smaltimento calcinacci?

Quando si ha a che fare con lo smaltimento di rifiuti potenzialmente tossici sia per l’uomo che per l’ambiente è necessario affidarsi a mani esperte, come quelle di un’azienda dedita a tale attività.
Le attrezzature e le competenze possedute da questo tipo di aziende sono il motivo principale per cui è meglio sceglierle, anziché effettuare in maniera poco sicura e consona qualsiasi tipo di attività legata allo smaltimento di rifiuti, come appunto i calcinacci.

Quali sono i prezzi per smaltire i calcinacci?

Parlando di prezzi, bisogna innanzitutto dire che essi cambiano in base alla regione in cui si deve svolgere tale attività. Poi, un altro aspetto fondamentale per risalire ai costi è il calcolo al metro cubo dei calcinacci da smaltire.
L’azienda di smaltimento sita a Firenze si occupa non solo di quest’ultima fase, ma anche delle precedenti, quindi del noleggio dei mezzi e del loro trasporto.
Entrando nello specifico i prezzi vanno dai 15 ai 20 euro al metro cubo. Il trasporto invece va dai 70 ai 100 euro se si tratta di un percorsi urbani.

Quali sono i passaggi dello smaltimento?

Vediamo ora come si svolge lo smaltimento di calcinacci passo per passo.
Si valuta innanzitutto la quantità di rifiuti da smaltire, in quanto con essa cambia anche la modalità con cui questo avviene.
Se, infatti, si ha a che fare con una piccola parte di materiale, generalmente prodotta da privati che devono effettuare lavori, allora ci si potrà recare direttamente all’isola ecologica più vicina per disfarsi dei calcinacci nel cassonetto dedicato. Se, invece, la quantità è notevole, allora si dovrà necessariamente indirizzarli a una discarica. Pertanto può essere sicuramente una soluzione comoda e sicura, quella di affidarsi a un’azienda specializzata, che prenda in carica tutti i materiali da smaltire e si occupi di ogni passaggio.
La ditta di Firenze è iscritta all’Albo Nazionale dei Gestori Ambientali e ciò costituisce una garanzia non solo per il cliente ma anche per l’ambiente stesso, che non viene sottoposto ad alcun rischio di contaminazione.
Il primo passaggio consiste nella polverizzazione. Il secondo, nella separazione dei materiali, in questo caso dei calcinacci, per effetto di attività chimiche-fisiche. Poi abbiamo la selezione dei materiali in base alle loro dimensioni e, infine, si passa al recupero di tutti gli elementi pericolosi e nocivi.

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Qual è la normativa a riguardo?

Secondo il decreto legislativo del 3 aprile 2006, n.152, tutti i rifiuti derivanti da attività di tipo edilizia devono essere smaltiti da chi li produce. Questo cosa significa?
Innanzitutto dobbiamo distinguere tra privati e ditte esterne. Se i primi decidono di effettuare dei lavori di ristrutturazione, così da produrre calcinacci o altri materiali da smaltire, allora dovranno essere loro stessi a occuparsi dello smaltimento. Se, invece, gli stessi lavori vengono svolti da ditte esterne allora il discorso cambia e in questo caso dovranno essere queste ultima a procedere.
Per quanto riguarda i rifiuti da smaltire, bisogna ricordare che secondo la normativa i calcinacci non vengono classificati come materiali pericolosi per l’ambiente, ma speciali. Alcune aziende, infatti, spesso tendono a riutilizzare questi prodotti di scarto per effettuare altri lavori, in cui necessitano solo di piccole quantità, come ad esempio per ricoprire le buche delle strade.